Resina vs cemento resina: qual è il migliore?

Questi materiali vanno di moda in questo periodo per via del prezzo e delle finiture eccellenti. La resina epossidica e il  cemento resina sono due materiali con usi simili e molte caratteristiche in comune. Qual è il migliore per casa tua? Ecco le caratteristiche principali e più importanti di entrambi.

Resina: cos’è?

  • Si posa in forma liquida: grazie alle sue proprietà fisiche è in grado di autolivellarsi (formando uno strato liscio e continuo) e, indurendosi, diventa solida e resistente.
  • Materiale molto durevoleimpermeabile e resistente all’usura.
  • Posa rapida e finitura pulita.
  • Finitura continua, in vari colori e con spessore ridotto.

Cemento resina: cos’è?

  • È composto da un miscuglio di aggregati, acqua, pigmenti e adesivi. Il risultato è una finitura di soloda 1 a 3 mm di spessore.
  • Si posa in modo artigianale, con livellatrice metallica, acquisendo una venatura superficiale.
  • È un rivestimento continuo, senza fughe. Le finiture lisce sono le più comuni, ma possiamo ottenere un effetto pietra o altre finiture. Esiste una gran varietà di colori e finiture.
  • Ha una gran resistenza meccanica e una forte aderenza a qualsiasi tipo di supporto.

Aspetto e finiture

  • Le resine: hanno un colore uniforme, come se si trattasse di pittura. Esistono moltissimi colori e si può ottenere un risultato opaco, satinato o lucido.
  • Il  cemento resina: è cementizio e, quindi, il suo colore naturale è grigio, con qualche variazione di tonalità a seconda della posa. Si possono ottenere moltissimi design e colori applicando pigmenti.

Come si posa?

  • Resina: 

– Aderenza: si può posare su vari tipi di materiali, come pavimenti in mattonelle, terrazzo, legno o calcestruzzo.

– Posa: si rovescia sul pavimento di supporto in stato liquido, si autolivella e dà una superficie piatta.

– Tempo di asciugatura: 8 ore a 20º, anche se esistono resine che si asciugano in metà tempo. La quantità di resina da posare varia a seconda dell’area totale della superficie da coprire, o dello spessore dello strato del pavimento esistente.

  •  Cemento resina:

– Aderenza: si può posare su vecchi supporti, meglio se lisci.

– Posa: non ci sono fughe (a differenza del cemento lucido), e si raccomanda di inserire una rete in fibra di vetro per prevenire le crepe.

– Tempo di asciugatura: si posa rapidamente (fino a 30 m2 al giorno) e ci si può camminare sopra dopo circa 4 ore dalla posa.

Pulizia e manutenzione della resina

  • Resina: basta un panno umido con detergenti delicati. L’assenza di fughe garantisce il massimo dell’igiene e tiene lontana la muffa.

Pulizia e manutenzione del cemento resina

  • Cemento resina: per la pulizia quotidiana basta un panno umido e un detergente neutro. Per quanto riguarda la manutenzione, bisogna applicare una cera lucidante a base acqua una volta alla settimana.

Svantaggi

  • Resina:

– La posa è molto delicata, anche se non richiede per forza la presenza di un professionista.

– È probabile che compaiano crepe, ma lo si può evitare se la si protegge con cere o poliuretano.

  • Cemento resina:

– Ha bisogno di un supporto duro per non avere problemi di scrostamento.

– Meglio non posarlo su vecchi pavimenti in legno, dato che questo tipo di superficie non è sufficientemente rigida e, inoltre, ha troppe fughe che potrebbero provocare la crepatura del  cemento resina.

Prezzo

  • Resina: i prezzi possono oscillare tra 25 e 50 € / m2, a seconda dello stato del pavimento sul quale va applicata e dell’uso finale.
  • Cemento resina: il prezzo è di 50-60 € / m2, anche se lo si può trovare da 35 a 100.
  • Entrambiconsiderando che non si creano detriti, risparmiando tempo, sono due materiali economici per una ristrutturazione, soprattutto se confrontati con altri che richiedono la rimozione del rivestimento esistente.

Quale scegliere?

La domanda non è facile. Sono entrambi perfetti per rinnovare il pavimento di casa senza iniziare costose opere edili, ed è per questo che si usano sempre di più. Sono i piccoli dettagli quali prezzo, posa o superficie esistente che fanno scegliere uno o l’altro. Un professionista può fare una valutazione e consigliarti la soluzione migliore.

Fonte originale: https://progetti.habitissimo.it/progetto/resina-vs-cemento-resina-qual-e-il-migliore

DAL PIATTO DOCCIA AD UNA PAVIMENTAZIONE STAMPATA: COME RESINSTONE IMPREZIOSISCE E RAFFORZA LE SUPERFICI

Dopo anni di utilizzo quotidiano e la potenza dello scorrere dell’acqua sulla superficie, il piatto doccia sembra essere arrivato al capolinea, ma non è così. Come già da tempo avete intuito, per noi di Resinpro ogni problema ha una soluzione perché con la resina tutto è possibile.

In questi mesi abbiamo parlato spesso di tavoli in legno, bijoux, opere d’arte, modellini in 3D, rivestimenti, ma anche riparazioni o rifiniture di imbarcazioni. Con la nuova resina monocomponente Resinstone, già pronta all’uso, sarà possibile intervenire anche nelle situazioni in cui un manufatto necessita di un rivestimento consolidante e impermeabile, antipolvere e anticarbonatante allo stesso tempo.

Queste proprietà la rendono adatta sia per rivestire un piatto doccia, ma anche per realizzare una vera e propria pavimentazione in cemento, stampato o in calcestruzzo nuovo. In quest’ultimo caso vi consigliamo di aspettare una decina di giorni per la stagionatura del cemento e di carteggiare il pavimento per rimuovere il latte di cemento che si forma in superficie.

Resinstone è facile da usare perché non necessita di diluizione e si applica semplicemente a pennello, a rullo e/o spruzzo, già 8 ore dopo la realizzazione del manufatto cementizio e asciuga in meno di 12 ore.

Ovviamente nonostante la praticità di utilizzo sono necessarie alcune accortezze:

  • La superficie da trattare deve presentarsi esente da qualsiasi inquinante, asciutta e deve possedere una resistenza allo strappo di almeno 1,5 MPa;
  • L’applicazione deve essere effettuata con una temperatura che va da +5°C a + 35°C.

COME RESINSTONE AGISCE SULLA SUPERFICIE

Il principale vantaggio di Resinstone è la capacità della resina di proteggere dall’umidità la superficie di cemento interessata, penetrando profondamente per assorbimento capillare. Questo processo agisce consolidando il piano, proteggendolo da agenti chimici aggressivi e ravvivando il colore. Il risultato estetico è sorprendente ed elegante perché la resina resiste all’ingiallimento, all’acqua, è anti-graffio, anti-polvere ma traspirante, sopporta sbalzi di temperatura da -30°C a +80°C.

Queste sue proprietà rendono Resinstone un prodotto utile in luoghi al chiuso ed umidi come cantine, magazzini, garage, ma anche all’aperto come piazzali, parcheggi, viali, cortili come mostrano questi video dove viene spiegato il procedimento di lavorazione di questa resina metacrilcia.

Per qualsiasi ulteriore informazione i professionisti Resinpro sono a vostra disposizione!

 

 

Biopiscine, Piscine naturali e laghetti bio: il paesaggio di nuova generazione, ancora più green ed ecosostenibile

Biopiscine, Piscine naturali e laghetti bio, rappresentano l’ultimo sviluppo dell’architettura del paesaggio di nuova generazione, ancora più green ed ecosostenibile. Questi bacini idrici, godibili in tutta sicurezza, sono infatti realizzati ad immagine e somiglianza di ecosistemi naturali in cui piante e microrganismi filtrano e l’acqua, in totale assenza di prodotti chimici artificiali e con un completo risparmio energetico.

Adottare questa alternativa alla tradizionale piscina nel proprio giardino è letteralmente immergersi nel paesaggio circostante, riequilibrando corpo e mente tra piante acquatiche e materiali naturali.

Oggi, infatti, è possibile personalizzare la propria piscina, acqua bassa e cristallina sul bagnasciuga, bordi in pietra e cascate con macchie di vegetazione!

La resistenza agli agenti atmosferici e la durata di una piscina con affetto della spiaggia sono garantite da innovativi rivestimenti quarzo/sabbia miscelati a Bio resine che creano un realistico effetto naturale con caratteristiche superiori ai sistemi tradizionali. l’ottimo effetto estetico, ma anche per la comodità, la praticità e la praticità d’uso ne fanno la scelta più apprezzata da chi vuole creare il proprio angolo di paradiso!

La particolarità di queste piscine, oltre al rivestimento in sabbia, pareti inclinate, rocce ecc. è certamente la spiaggia con il bagnasciuga

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I VANTAGGI DELLE PISCINE NATURALI

Zero Impatto ambientale : le piscine naturali, infatti, sono totalmente rispettose dell’ambiente, rispettando l’ambiente circostante.

Aspetto estetico veramente naturale: non crea deturpazione ambientale e si inserisce perfettamente in qualsiasi tipo di giardino, potendo scegliere diverse forme e dimensioni, adattandole al proprio stile di arredo.

Sicuro per Bambini ed animali: dolci  pendenze , con acque basse a piacimento e bordi antiscivolo, garantiscono un ottima protezione e sistema di sicurezza passivo.

Tecnica costruttiva certificata: questa particolare tipologia di piscina è realizzata senza cemento armato, evitando così l’inquinamento ambientale. L’iter per l’ottenimento di concessioni e permessi di costruire diventa molto più rapido e semplice,

Tempi e costi di realizzazione ridotti rispetto alle piscine tradizionali: in poche settimane potrai godere di tutti i vantaggi della tua nuova piscina naturale.

Sistema di sanificazione: le piscine Bio o Piscine naturali che realizziamo hanno uno speciale ed esclusivo sistema basato sulla salinità dell’acuqa insieme all’utilizzo di piante autofiltranti, eliminando batteri, alghe e microrganismi vari e purificando naturalmente l’acqua.

Nessuno spreco: l’alta qualità dell’acqua della tua piscina può essere riutilizzata per irrigare il tuo giardino senza ulteriori trattamenti.

Benessere e relax: puoi arricchire e personalizzare la tua piscina con panchine interne, zone relax, zone dedicate agli idromassaggi, zone adatte al nuoto. Praticamente il giardino si trasformerà nella tua personale SPA!

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LE FASI PRINCIPALI NEL TRATTAMENTO DELLE PISCINE NATURALI

Belle e funzionali, sono una scelta di classe, l’alternativa alle piscine tradizionali.

Le nostre piscine naturali si caratterizzano inoltre per la totale assenza di opere murarie, infatti non è richiesto alcun getto di calcestruzzo che, in zone soggette a particolari vincoli ambientali.

La costruzione della nostra piscina naturale inizia con le prime fasi di scavo durante le quali sono già definite le diverse aree di utilizzo, quali sedute idromassaggio e relax, scale di accesso e ingressi alla spiaggia. Dopo aver verificato le quote e delineato lo scavo, si posiziona il sistema di circolazione.

In questa fase si applicherà un telo impermiabile ad alta resistenza. Questo è un momento per pianificare la disposizione delle pietre naturali dentro e fuori la piscina.

A questo punto possiamo iniziare a creare una struttura portante applicando primo strato di quarzite e Resina Bio che comincerà a definire la struttura della nostra piscina.

Utilizzo di un secondo strato di quarzite, dal quale potremo scegliere tra una varietà di colori e texture, sarà quello che darà alla nostra piscina naturale un effetto unico al tatto e all’aspetto che da sempre contraddistingue questo tipo di progetti.

Infine, una volta costruiti e testati i filtri per l’acqua, le fontane e le luci, la nostra piscina naturale sarà finalmente decisa ad arricchire il nostro giardino con la sua bellezza e regalarci momenti speciali: Goditi la tua piscina naturale.

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Costi di costruzione

Queste piscine sono costruite come un lago naturale, con costi di costruzione inferiori rispetto a una piscina tradizionale. Il sistema costruttivo è diverso da una piscina tradizionale, quindi anche il risparmio in termini di mantenimento è importante.

Inoltre, durante i mesi invernali è possibile mantenere la piscina in modalità auto-filtrante , senza antiestetici teloni: sarà bellissima da godere con gli occhi anche nei mesi invernali!

Resine Epossidiche e Sicurezza: guida ai Certificati di Atossicità e come evitare di acquistare resine potenzialmente nocive.

Resine epossidiche

Quando si acquista una resina epossidica, si pensa, erroneamente che le differenze da considerare siano prettamente estetiche e qualitative. Oltre che per trasparenza, resistenza e lucentezza, però, questi prodotti si differenziano anche per le materie prime utilizzate per la loro produzione.

Resine Epossidiche e Sicurezza

Alcuni prodotti epossidici, infatti, potrebbero contenere residui di materiali estremamente pericolosi come Cadmio e Piombo che, a contatto con pelle e sudore, potrebbero causare gravi allergie, irritazioni cutanee ed eritemi.

È fortemente consigliato, quindi, l’utilizzo di resine atossiche, soprattutto quando si creano manufatti di piccola gioielleria al fine di poter garantire al prodotto finale di andare a contatto con la pelle senza alcun rischio.

Il certificato di atossicità è sempre rilasciato da un laboratorio specializzato che, a fronte di accurati test, come ad esempio l’UNI EN 1122:2002, dichiarerà il prodotto come non tossico e ne permetterà la libera vendita come prodotti creati per il contatto con la pelle.

Tutte le Resine Resin Pro sono Certificate Non-Tossiche, inodori, Senza solventi, non infiammabili, e totalmente sicure!

Non esitate, quindi, a richiedere al vostro fornitore i risultati di questi test, tenendo bene e mente che, in quanto documenti pubblici e divulgabili, sarà vostro diritto pretenderne la visura prima di acquistare il prodotto.

Perché acquistare una resina certificata come atossica anche se la vostra creazione non prevede un contatto cutaneo prolungato? Anche quando si tratta di Resine Epossidiche per legno, la composizione delle materie prime è molto importante. Lo stesso tavolo su cui appoggiate le braccia mentre mangiate, potrebbe causare spiacevoli problemi di irritazione, soprattutto con una superficie abbastanza umida. Anche quando si parla di acquari e altri ambienti a contatto con animali la scelta del prodotto sarà fondamentale. Una resina contenente elementi tossici, infatti, potrebbe rilasciare sostanze estremamente pericolose sia per la flora che per la fauna acquatica.

VOC Free (Resine senza solventi).

Nonostante i solventi abbiano un uso molto comune nella nostra quotidianità, trattandosi di prodotti chimici, bisogna prevenire la loro alta volatilità che li rende potenzialmente pericolosi quando penetrano nelle vie aeree.

È quindi sempre preferibile acquistare resine che non contengano alcun tipo di solvente, trattandosi di prodotti i cui fumi potrebbero facilmente venire a contatto con naso e bocca.

Nelle resine atossiche i solventi chimici sono sostituiti da alcuni diluenti che, avendo una minore evaporazione, creano meno fumi risultando, tra le altre cose, praticamente inodori.

Ovviamente le Resine Epossidiche Atossiche sono tali a catalisi avvenuta: è pertanto necessario utilizzare tutti i DPI indicati nelle schede di sicurezza durante la lavorazione.

-> Certificato di atossicità “Resina Epossidica Trasparente”

-> Certificato di atossicità “Resina Epossidica Liquidissima”

-> Certificato di atossicità “Resina Epossidica Art Pro”

-> Certificato di atossicità “Resina Epossidica Art Pro Deluxe”

-> Certificato di atossicità “Resina Epossidica iCrystal”

-> Certificato di atossicità “Resina Epossidica Art Pro Bio”

Leggi anche il nostro articolo sul miglior metodo di utilizzo delle Resine nei periodi particolarmente caldi

Bio Resina: la Resina Epossidica Ecologica è Una scelta green e rinnovabile!

In questo particolare momento storico in cui la tutela dell’ambiente sta acquisendo un’importanza fondamentale, è necessario uno sforzo da parte di tutti per salvaguardare la natura, prevenendo il nostro eco-sistema dall’inquinamento selvaggio.

La scelta di una linea BIO che stimoli la creatività proteggendo però, allo stesso tempo, il mondo in cui viviamo, è una scelta etica che ogni tipo di azienda, piccola, media o grande che sia, dovrebbe fare.

La commistione tra prodotto chimico come la resina epossidica e la tecnica del biologico è stata frutto di una lunga ricerca innovativa durata anni, una ricerca che ha portato ad un prodotto innovativo che vanta almeno il 40% di elementi biologici al suo interno.

Una resina ottima dal punto di vista qualitativo creata con derivati vegetali che non inficiano assolutamente sull’ambiente circostante e sulla salute dell’utilizzatore ma che, allo stesso tempo, preservano le caratteristiche delle normali resine epossidiche derivate totalmente da elementi non biologici.

Il prodotto in questione, creato ottenuto tramite la trasformazione di Biomasse, riducendo fortemente l’utilizzo di fonti petrolchimiche, dispone di tutti i certificati necessari alla catalogazione Bio e non differisce, per quanto riguarda l’applicazione, dagli altri prodotti.

Resina epossidica ad alta percentuale di BIO-componenti “Art Pro Bio” ideata specificatamente per la creazione di rivestimenti di superfici, quadri, pavimenti e gioielli (anche con stampi di silicone)

Le principali caratteristiche di questo prodotto sono: 

1) Bassa reazione esotermica che consentirà colate fino a 2 cm.

2) Filtri anti UV che garantiscono una resistenza di 5 anni all’ingiallimento (uso interno).

3) Ottima resistenza meccanica

4) Media Viscosità che permetterà di rivestire uniformemente le superfici.

5) Lunga lavorabilità che permetterà di intervenire sulla colata anche dopo 1 ore e di correggere ogni eventuale difetto estetico.

6) Certificata Bio

Resina epossidica ad alta percentuale di BIO-componenti “Art Pro Bio” ideata specificatamente per la creazione di rivestimenti di superfici, quadri, pavimenti e gioielli (anche con stampi di silicone).

Queste caratteristiche rendono la resina Epossidica trasparente ideale per le seguenti applicazioni:

– lavori artistici, creazione oggetti d’arte e home design (sottobicchieri, vassoi, dipinti, pannelli ecc.) con la tecnica “fluid-art” o colate fino a 1.5cm;

– rivestimento di superfici, oggetti e mobili per dare una profondità e brillantezza al colore;

– creare un’effetto 3D sulle stampe, foto ed immagini in generale;

– pavimenti e rivestimenti esterni;

– fissaggio di riempitivi (elementi decorativi, vetro, pietra, quarzo, ecc.)

– creazione di uno strato protettivo perfettamente Trasparente sulle Vs. Creazioni

– nautica / sistema di laminazione / adesivo / posa manuale / stampaggio sottovuoto.

Una scelta etica e solidale che renderà le vostre creazioni ancora più meravigliose.

COME CALCOLARE LA QUANTITA’ DI A E DI B NELLE RESINE EPOSSIDICHE

COME CALCOLARE LA QUANTITA’ DI A E DI B NELLE RESINE EPOSSIDICHE

Una delle difficoltà più frequentemente riscontrate quando si parla di Resina Epossidica, è quella inerente al calcolo delle proporzioni tra i due componenti. Per quanto la proporzione matematica sia alquanto elementare, è molto facile cadere in confusione e sbagliare il rapporto rischiando di compromettere in maniera irreversibile il risultato finale.

Ecco quindi una piccola guida per calcolare in maniera corretta il rapporto tra A e B.

 

1 – IL RAPPORTO DI IMPIEGO

Non fatevi spaventare da questo termine! Il rapporto di impiego è semplicemente il rapporto che definisce la quantità di prodotto A e prodotto B necessarie per far catalizzare bene il prodotto. Essendo un bicomponente è infatti fondamentale che Resina ed Indurente siano dosati con estrema precisione. Per semplificare le cose, possiamo quindi definire il rapporto di impiego come la quantità di A e di B da utilizzare per far indurire il nostro composto.

2 – CALCOLARE IL RAPPORTO DI IMPIEGO DATA UNA DETERMINATA QUANTITA’ DI A

E’ molto probabile che, soprattutto le prime volte, sarete tenuti a fare dei piccoli test per capire il funzionamento della resina e capire se il prodotto acquistato faccia realmente al caso vostro. Quando si fanno piccole sperimentazioni o piccoli manufatti, non si ha già un quantitativo di resina stabilito ma si procede in modo abbastanza casuale. Come calcolare quindi la quantità di B da mescolare con una x quantità di A?

Come potrete osservare, sull’etichetta di ogni prodotto è riportata una proporzione matematica: 100 : X (Dove X corrisponde al quantitativo di indurente che cambia a seconda del tipo di prodotto).

“100” indica invece la quantità universale di Resina A che sceglierete di utilizzare, quindi a 100 (grammi, chili etc.) di A, bisognerà miscelare X (grammi, chili, etc.) di B.

  1. : Resina Epossidica Trasparente, 100 : 60

         Resina Epossidica Epoxy5-five, 100 : 55

Se la vostra resina avrà quindi un rapporto di 100 : 55, vorrà dire che, per esempio, a 100 grammi di A, andranno aggiunti 55 grammi di B o, più semplicemente, il 55% .

Fino a qui, nulla di più semplice ma come fare a calcolare la quantità di B quando A non corrisponde a 100?

Anche in questo caso, dovremo affidarci ad una semplicissima operazione matematica che servirà a trovare il coefficiente con il quale andrete a moltiplicare il quantitativo di A.

A (Resina) = 100 ; B (Indurente) = 66

66 / 100 = 0,66 –> COEFFICIENTE DI CALCOLO

Moltiplicando qualsiasi quantità di A per questo coefficiente, otterrete i grammi di B da aggiungere al vostro composto.

Chiaramente, cambiando il rapporto di impiego, cambierà anche il coefficiente

Es: Rapporto  A 100B 55 –> Coefficiente = 55/100 = 0,55

      Rapporto  A 100 :  B 60 –> Coefficiente = 60/100 = 0,60

Vediamo adesso un esempio più concreto:

Ho colato 32 g di Resina (rapporto 100:66), quanti grammi di B devo aggiungere?

32 gr di A X 0,66 = 21,12 gr di B . Per calcolare la quantità di B, sarà quindi unicamente necessario moltiplicare i grammi di A per la cifra del rapporto di impiego posizionata a destra, preceduta da uno 0.

Es.

3 – CALCOLARE IL RAPPORTO DI IMPIEGO DATA UNA DETERMINATA QUANTITA’ TOTALE DI RESINA

Se sceglierete di continuare la vostra avventura nel mondo della resina, potrà sicuramente capitarvi che, dopo aver fatto un determinato calcolo, avrete ottenuto il quantitativo totale di resina più indurente da utilizzare.

Questa volta non partirete da una determinata quantità di A ma, al contrario, dalla quantità totale che dovrete andare a “scorporare” per rispettare il corretto rapporto di impiego.

Se avrete bisogno di utilizzare, per esempio, 58,40 Kg totali di un composto con rapporto di impiego di 100 : 66, ecco il calcolo che dovrete fare inizialmente:

58,40 Kg totali / 1.66 = A . A = 35,18 Kg . Per calcolare A, data una quantità totale di composto, sarà quindi unicamente necessario dividere, il quantitativo totale, per la cifra del rapporto di impiego posizionata a destra, preceduta da un 1.

A questo punto, per calcolare la quantità di B, non vi resta che eseguire l’operazione già elencata nel punto 2.

Se hai bisogno di sapere il consumo complessivo, puoi utilizzare il nostro calcolatore automatico:

ESEMPI DI CALCOLO PER ALCUNI TIPO DI RESINE RESIN PRO PARTENDO DA UNA QUANTITA’ DI COMPOSTO TOTALE (A + B) PARI A 50 KG.

  • Resina Trasparente colate fino a 2 cm – RAPPORTO 100 : 60

50 Kg / 1,60 = 31,25 Kg di A à 31,25 Kg (A) X 0,60 = 18,75 Kg di B

  • Resina Epoxy5-five colate fino a 5 cm – RAPPORTO 100 : 50

50 Kg / 1,50 = 33,33 Kg di A à 33,33 Kg (A) X 0,50 = 16,66 Kg di B

  • Resina Art Pro – RAPPORTO 100 : 66

50 Kg /  1,66 = 30,12 Kg di A à 30,12 Kg (A) X 0,66 = 19,87 Kg di B

  • Resina Art Pro Deluxe – RAPPORTO 100 : 70

50 Kg / 1,70 = 29,41 Kg di A à 29,41 Kg (A) X 0,70 = 20,58 Kg di B

  • Resina EpoxyFood – RAPPORTO 100 : 55

50 Kg / 1,55 = 32,25 Kg di A à 32,25 Kg (A) X 0,55 = 17,74 Kg di B

 Resina Top Pro Heat Resistant – RAPPORTO 100 : 80

50 Kg / 1,80 = 27,77 Kg di A à 27,77 Kg (A) X 0,80 = 22,22 Kg di B

  • Resina Epoxytable colate fino a 10 cm – RAPPORTO 100 : 25

50 Kg / 1,25 = 40 Kg di A à 40 Kg (A) X 0,25 = 10 Kg di B

 

FASI E STRUMENTI PER LUCIDARE LA RESINA EPOSSIDICA ALLA PERFEZIONE

Hai notato che la tua opera in resina epossidica risulta opaca e poco precisa nei bordi e vorresti dare luce alla sua superficie? Ecco come fare attraverso la lucidatura con resina epossidica, un’applicazione semplice e veloce per un risultato strepitoso.

Partiamo specificando che qualsiasi superfice in resina sintetica, una volta indurita, può essere sottoposta a lucidatura. Tavole in legno, creazioni artistiche, pavimenti, oggetti riparati o mobili ristrutturati con la resina epossidica sono adatti a questo procedimento purché realizzato con attenzione e precisione.

FASE 1 – PREPARAZIONE ALLA LUCIDATURA

Questa fase di preparazione è molto importante e delicata perché se la levigazione non viene fatta con cura, la superficie rischia di rimanere compromessa con segni di smerigliatura antiestetici che nessuna lucidatura potrà eliminare.

La smerigliatura con la resina epossidica avviene in umido utilizzando:

– Acqua

– Carta abrasiva impermeabile per levigatura a secco

– Levigatrice orbitale o tampone per levigatura a mano

– Dischi abrasivi

I movimenti durante la levigatura ad umido, a mano o con una levigatrice orbitale, devono essere precisi e circolari da grana grossa 120 a grana 3000. Il risultato di questa prima fase di macinazione deve essere una superficie piana.

Di seguito come procedere per l’uso della resina da colata in umido:

– Immergere la carta vetrata nell’acqua o inumidirla e carteggiare;

– Pulire con un panno l’acqua tra una levigatura e l’altra;

– Andando avanti con la lavorazione la grana si affina e le tracce di carteggiatura si riducono. In questa fase bisogna rimuovere i graffi perché in seguito non sarà più possibile;

– Lavorare gli spigoli con meno pressione;

– Rimuovere l’acqua dalla superficie.

Se si utilizzano stampi in silicone, la superficie risulterà liscia dopo la colata, quindi o si carteggia con una grana più fine o passare direttamente alla fase della lucidatura a resina vera e propria.

FASE 2 – LUCIDATURA DELLA RESINA EPOSSIDICA

Desideri una superficie lucidata alla perfezione? Ecco qualche consiglio pratico per il risultato che cerchi:

-Utilizzare una pasta lucidante di qualità. Quella per il legno è adatta anche per questa procedura;

– Se possibile, acquistare una macchina specifica per la lucidatura a cui attaccare diverse spugne e imposta il corretto numero di giri;

– Evitare smerigliatrici angolari perché mancano di precisione nella velocità e rischiano di scaldare troppo la superficie;

– In caso di piccole creazioni, è possibile utilizzare un trapano dotandolo di un accessorio apposito per la lucidatura;

– Scegliere se utilizzare spugne, dischi o, per oggetti di piccolissima dimensione, teste a sfera lucidanti. 

LUCIDARE LA RESINA EPOSSIDICA CON IL TRAPANO

– Applicare la flanella sulla punta da trapano e la pasta lucidante sulla rotella di lucidatura, tenendo accuratamente la parte da lucidare contro la rotella;

– Eseguire movimenti uniformi fino alla lucentezza che si vuole, prestando particolare attenzione agli angoli;

– Procedere nuovamente se necessario applicando flanella extra fine.

LUCIDARE CON LA MACCHINA LUCIDATRICE

La macchina lucidatrice è ideale per superfici ampie come tavoli e pavimenti, perché permette movimenti ellittici, fondamentali per un risultato ottimale. Consigliamo questo attrezzo soprattutto a chi è alle prime armi perché molto facile da utilizzare.

LUCIDARE A MANO

La lucidatura della resina epossidica a mano permette un maggior controllo in caso di oggetti piccoli. Servono:

– Pasta lucidante incolore;

– Acqua;

– Panno di lino o di cotone;

– Oggetto duro e rettangolare, anche in legno.

Come procedere:

– Sul panno mettere un po’ di pasta lucidante incolore e inumidirlo con acqua;

– Sfregare il panno in modo circolare e con una lieve pressione sulla creazione. Non abbiate fretta;

– Per angoli e superfici dritte, arrotolare il blocco di legno con un panno;

– Durante la lucidatura rimuovete più volte con un panno pulito le impronte opache che lascia la pasta lucidante incolore così da tenere sotto controllo il grado di brillantezza da ottenere.

Rimarrete “accecati” dalla brillante bellezza della vostra creazione in resina epossidica!

CONSIGLI PRATICI PER DECORARE IL BALCONE CON LA RESINA E RENDERLO UNO SPAZIO VIVIBILE E PIACEVOLE

Con l’estate i balconi di casa riprendono vita e diventano luoghi dove godersi l’estate all’aria aperta. Non bisogna avere cura solo dei grandi terrazzi, anche un piccolo spazio può rappresentare un angolo felice per leggere un libro, chiacchierare con un amico, consumare i pasti. Visto che durante l’anno in molti utilizzano gli spazi aperti come ripostiglio, il primo suggerimento per un restyling del balcone è quello di eliminare gli oggetti inutili e collocare il resto negli spazi appositi. Una volta liberato il balcone anche da tavoli e sedie è necessario pulire e disinfettare gli angoli, le ringhiere e il pavimento.

A questo punto entra in gioco la resina a ridare vita a superfici soggette costantemente a pioggia, freddo, neve, umidità, calore cause principali del deterioramento dei balconi partendo da piccole infiltrazioni o crepe. In questi casi la resina è il materiale migliore sia per una resa estetica accattivante sia per rafforzare la superficie esterna ed evitare brutte sorprese. Passare la resina come rivestimento non è difficile e non richiede di smantellare la pavimentazione sottostante. Il risultato sarà una patina sottile, resistente e impermeabilizzante, del colore e della sfumatura che si preferisce o trasparente per risaltare le mattonelle già presenti. Ma quale resina utilizzare in questi casi?

La nuova resina monocomponente Resinstone, riveste e impermeabilizza la superficie, è antipolvere e anticarbonatante allo stesso tempo.

Resinstone si applica semplicemente a pennello, a rullo e/o spruzzo e asciuga in meno di 12 ore. La superficie sulla quale si applica deve essere asciutta e possedere una resistenza allo strappo di almeno 1,5 MPa, mentre la temperatura in cui si lavora deve andare da +5°C a + 35°C.

Resinstone protegge dall’umidità la superficie, penetrando profondamente per assorbimento capillare. Questo processo agisce consolidando il piano, proteggendolo da agenti chimici aggressivi e ravvivando il colore. Il risultato estetico è sorprendente ed elegante perché la resina resiste all’ingiallimento, all’acqua, è anti-graffio, anti-polvere ma traspirante, sopporta sbalzi di temperatura da -30°C a +80°C.

Nonostante la praticità e la semplicità di utilizzo consigliamo di affiancarsi a persone esperte in questa tipologia di applicazione. Per ulteriori informazioni contatteci!

ALTRI CONSIGLI PER ABBELLIRE IL PROPRIO BALCONE

Concludiamo questo articolo con qualche consiglio divertente ed economico per decorare il proprio spazio esterno:

  • Potete inserire i vasi per i fiori in cassette di legno per il  vino spennellate di bianco o di altri colori. Si può decorare un lato con una scritta a piacere realizzata prima su un cartoncino su cui ritagliare le lettere. Appoggiato il foglio sulla cassa da vino asciutta basterà spennellare del colore scelto gli spazi vuoti;
  • Un’altra idea sfiziosa è attaccare al soffitto alcuni ganci su cui appendere piccoli vasi per fiori precedentemente pitturati di diversi colori;
  • Se siete appassionati dei lavori con la resina e avete un tavolino su cui sperimentare la vostra creatività, il balcone  è il luogo ideale dove far brillare all’aperto i vostri capolavori in resina.

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